HomeVino e BevandeNadia Curto a Grandi Langhe e il Piemonte del Vino 2026

Nadia Curto a Grandi Langhe e il Piemonte del Vino 2026

Alle OGR di Torino la decima edizione di Grandi Langhe e il Piemonte del Vino 2026 ha riunito oltre 6.500 operatori tra buyer, importatori e professionisti del settore, confermando il peso internazionale del vino piemontese. In questo contesto abbiamo incontrato Nadia Curto, vignaiola di La Morra, in frazione Annunziata, nel pieno della zona del Barolo.

L’azienda si trova sulla collina dell’Arborina, dove la famiglia Curto coltiva vigneti da oltre sessant’anni. Oggi la superficie è di circa quattro ettari, seguiti direttamente tra vigna e cantina. Nadia Curto entra stabilmente in azienda alla fine degli anni Novanta e nei primi Duemila decide di dedicarsi completamente al progetto di famiglia, raccogliendo il lavoro avviato dai genitori, Marco e Adele, e costruendo un percorso personale.

In vigneto l’impostazione è non interventista: lavorazioni manuali, letame naturale, trattamenti limitati a rame e zolfo, nessun diserbante o prodotto di sintesi. L’obiettivo è mantenere equilibrio e vitalità del suolo senza forzature. In cantina si procede con fermentazioni spontanee, senza filtrazioni né chiarifiche, con un uso contenuto di solforosa. Le macerazioni variano per durata in base all’annata e alla parcella; per l’affinamento convivono botti grandi, barrique e tonneaux usati.

Nel percorso di Nadia Curto pesa anche il confronto con lo zio, Elio Altare, figura simbolo dei “Barolo Boys”, accanto all’insegnamento paterno. Ne nasce uno stile che tiene insieme due visioni senza contrapporle, cercando una misura personale.

La produzione comprende Dolcetto, Barbera, Freisa e Nebbiolo, oltre ai due Barolo, “La Foia” e “Arborina”, che interpretano in modo differente le vigne storiche di famiglia. Ogni etichetta nasce con l’intento di restituire il carattere dell’Arborina e di La Morra attraverso un lavoro agricolo coerente e diretto.

In un’edizione che ha ribadito il ruolo delle Langhe nel panorama internazionale, l’incontro con Nadia Curto ha riportato l’attenzione su una realtà di dimensioni contenute, con un’identità definita e una lettura consapevole del territorio.

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