La settimana dell’arte contemporanea di Torino coinvolge anche ristoranti, pizzerie, gelaterie e laboratori artigianali. Dal 29 ottobre al 7 novembre 2026 torna OFFissima – Il cibo si fa arte, ottava edizione del progetto enogastronomico nato come Salone OFF Food Topic, che quest’anno cambia nome e identità visiva e sceglie Andy Warhol come riferimento per le creazioni dei locali partecipanti.
Durante la manifestazione, chef, pizzaioli, gelatieri e panettieri proporranno piatti in edizione limitata ispirati ai ritratti e alle opere dell’artista statunitense. Dalle immagini di Marilyn Monroe e Elvis Presley ai celebri ritratti di Mao Zedong, David Bowie e Gianni Agnelli, il linguaggio della Pop Art viene ripreso attraverso ingredienti, colori, tecniche di preparazione e accostamenti spesso insoliti.
L’iniziativa si inserisce nel calendario degli appuntamenti che accompagnano Artissima e le manifestazioni dedicate all’arte contemporanea, quando Torino ospita mostre, fiere, esposizioni e iniziative diffuse in diversi quartieri.
«Siamo diventati grandi», osserva Rosalia Imperato, fondatrice di OFFissima, spiegando la necessità di dare alla manifestazione un’identità più chiara e riconoscibile. «Quando siamo nati Torino non aveva ancora compreso la potenza degli eventi OFF capaci di amplificare la visibilità delle grandi manifestazioni presenti in città. Possiamo dire che il successo del nostro format ha tracciato la rotta. Ma questo ci ha spinto a ripensare alla nostra immagine e a decidere di posizionarci in modo definitivo durante la settimana dell’arte».
Il progetto nasce infatti con l’intenzione di coinvolgere il settore enogastronomico negli appuntamenti culturali cittadini, offrendo visibilità anche ad attività che, pur lavorando con attenzione alla qualità, dispongono di minori opportunità di promozione. Un obiettivo che si accompagna alla richiesta rivolta ai partecipanti di sperimentare preparazioni differenti rispetto a quelle proposte abitualmente nei propri locali.
«Fin dalle origini l’obiettivo che ci siamo prefissati», prosegue Rosalia Imperato, «è veicolare il valore della città di Torino attraverso il comparto food & wine di qualità dando voce a realtà ristorative che lavorano con criteri altissimi, ma che non sempre trovano i canali per comunicarsi. Altro scopo che ci siamo dati fin dall’inizio è quello di pungolare le realtà selezionate per farli andare oltre il loro consueto».
È proprio su questo secondo aspetto che si sviluppa l’edizione 2026. Il riferimento alle opere di Andy Warhol diventa il punto di partenza per nuove ricette, accostamenti e presentazioni, lasciando ai singoli cuochi la libertà di scegliere un soggetto o un elemento del lavoro dell’artista.
«Ed incredibile assistere al loro mettersi in gioco con passione, estro, creatività, divertimento il tutto per omaggiare l’arte», conclude Imperato.
Andy Warhol diventa un piatto: le proposte dei locali torinesi
Il tema scelto per l’edizione 2026 lascia spazio a interpretazioni molto differenti. C’è chi parte dai colori delle serigrafie, chi prende spunto dai soggetti ritratti e chi guarda al rapporto tra l’arte di Warhol, i prodotti di consumo e la cultura popolare.
Alberto Fluttero, del ristorante AL in via Valprato 68, ha scelto il ritratto di Mao. La sua proposta guarda alla cucina cinese, ma soprattutto alle somiglianze tra preparazioni gastronomiche appartenenti a Paesi lontani. Brodi, brasati, pasta ripiena, maiale, crostacei e oli aromatici diventano il punto di partenza per esplorare tecniche presenti in culture differenti, senza attribuirle necessariamente a una sola tradizione.
Un approccio più legato al colore caratterizza il piatto di Luca Poccantino di CouCou, in via Carlo Ignazio Giulio 2/G. Partendo da un autoritratto di Warhol e dalla sua passione per latte e cereali, lo chef propone un petto di pollo marinato nel latte, impanato nei corn flakes e fritto. Ad accompagnarlo, maionese all’aglio orsino, maionese alla paprika e creme di peperoni e barbabietola, che riprendono le tonalità accese delle opere dell’artista.
Da Dume, nella Galleria Umberto I, il riferimento è invece L’Urlo di Edvard Munch, reinterpretato da Warhol. La cucina parte da una cipolla ripiena di salsiccia di Bra e Raschera, servita con una vellutata di robiola di Roccaverano. Rapa rossa, zafferano e spirulina introducono le sfumature cromatiche che completano la composizione del piatto.
Il ritratto di David Bowie ha suggerito a Stefan Kostandof, di Kadeh Meze Wine Bar in via della Basilica 1/D, una preparazione a base di coda di bue cotta per dodici ore. La carne viene proposta in forma di lingotto, insieme a pak choi bruciato, crema di barbabietola, ketchup di pomodori arrostiti e crema di peperoni gialli. Anche in questo caso sono i colori dell’opera a guidare la scelta degli accompagnamenti.
L’Ostu del Feramiù, in via Giuseppe Baretti 20, lavora invece sulla ripetizione dei soggetti, uno degli elementi più riconoscibili della produzione di Warhol. La proposta consiste in una sequenza di panne cotte salate alla mozzarella di bufala, accompagnate da rubra al peperone, salsa verde e un crumble di baci di dama salati al Parmigiano Reggiano e barbabietola.
Non poteva mancare Elvis Presley, protagonista di numerose opere dell’artista americano. A lui si ispira Emanuele Monero di Papalele, che ha ideato il gelato Viva Las Vegas: arachidi e banana, con arachidi caramellate alla paprika e caramello salato. La proposta sarà disponibile nelle gelaterie di corso Guglielmo Marconi 23/A e piazza Emanuele Filiberto 8/E.
Per Andrea Turchi di Razzo, in via Andrea Doria 17/F, il punto di partenza è la serie dei ritratti Camouflage. Il verde, il viola e il bianco delle opere suggeriscono l’utilizzo di diverse varietà di cavolo. Il piatto comprende una crema di pane e aringa, cavolfiore cotto in brodo di aringa e rifinito al burro, polveri di cavolo nero e cavolo viola, crema di cavolfiore, sferificazione di aringa e timo fresco.
C’è poi un riferimento particolarmente torinese nella proposta del Ristorante Solferino, in piazza Solferino 3/B. Il ritratto di Gianni Agnelli realizzato da Warhol ha ispirato Johnny Lambs, nome che gioca sulla traduzione inglese di Gianni e del cognome Agnelli. Il piatto utilizza la carne d’agnello in tre preparazioni: una versione tonnata con coscia cotta a bassa temperatura, un’albese con carpaccio, olio alla rucola e zabaione salato e, infine, un agnello affumicato e profumato con cenere di porri.
Al San Giors, storico albergo ristorante di via Borgo Dora 3/A, Johnny Mazzarino prende spunto da Quadrant Mickey Mouse. Nasce così Mickey Pop, un risotto con robiola di Roccaverano e riduzione di Carema, completato da polveri di zafferano, spirulina, barbabietola e prezzemolo. Una cialda di pasta brisée al carbone vegetale, raffigurante il personaggio Disney, chiude la preparazione.
Il rapporto tra arte e prodotti industriali è invece al centro della proposta di Christian Costardi per Scat_to, in piazza San Carlo 156. Il riferimento alle celebri lattine della zuppa Campbell’s diventa l’occasione per recuperare la panissa, piatto legato alla storia gastronomica della sua famiglia. I fagioli di Saluggia vengono trasformati in una crema utilizzata per cuocere le midolline, con l’aggiunta di lardo fresco e bacon croccante, richiamando la versione Bean and Bacon della zuppa americana.
Anche Giovanni Naviglia di Spirito Osteria, in via Corte d’Appello 13, parte dal rapporto tra le immagini di Warhol e la trasformazione di oggetti e personaggi in prodotti di largo consumo. L’ingrediente scelto è la lumaca, proposta con crema parmentier di patate e cavolo nero, nel tentativo di renderla più familiare anche a chi non la consuma abitualmente.
La Venere di Sandro Botticelli, reinterpretata da Andy Warhol, è invece la fonte d’ispirazione della pizza ideata da Spunzillo&Lucariello, in via Giuseppe Grassi 15. La base prevede salsa e pomodorini datterini gialli, fiordilatte e, dopo la cottura, robiola di capra, salmone Sockeye affumicato, calendula e caviale di limone. Una proposta nella quale le note marine si accompagnano alla componente lattica e alla freschezza degli agrumi.
La cultura del cibo veloce, molto presente nell’immaginario americano, viene ripresa da Luca Tomaino di Tratto, in via Andrea Doria 12. Lo chef scompone l’hamburger in una preparazione con tartare di manzo, spuma di corn flakes canditi, crema di popcorn, fondo d’arrosto, insalata piastrata, maionese al pomodoro e bacon croccante. Ad accompagnare il piatto, un milkshake alla banana con corn flakes canditi e bacon.
Tra i partecipanti figura anche Trigo, forno contemporaneo di via Giulia di Barolo 25/A, che propone Fuori registro. Si tratta di uno shokupan al cacao, ispirato a Triple Elvis, nel quale il contrasto tra l’impasto extra dark e ingredienti come matcha, curcuma e lampone riprende le variazioni cromatiche delle serigrafie di Warhol.
Cene a quattro mani ed eventi diffusi: il programma di OFFissima
La principale novità di questa ottava edizione riguarda l’ampliamento del programma, che non si limita ai piatti disponibili nei locali aderenti.
OFFissima ha previsto anche cene a quattro mani e appuntamenti ospitati in spazi che normalmente non sono destinati alla ristorazione: laboratori artigianali, botteghe di design, ambienti espositivi e profumerie. Una scelta che permette di portare le proposte dei partecipanti fuori dalle rispettive cucine, coinvolgendo luoghi diversi della città.
Tra gli eventi già annunciati figura la cena del 3 novembre alle 18.30, ospitata da La Falegnameria, che vedrà lavorare insieme Spunzillo&Lucariello e Papalele, accostando pizza e gelato in una serata dedicata alle creazioni della manifestazione.
Il 4 e il 7 novembre, alle 19, gli appuntamenti si spostano da Spray Parfum per Nose Experience, un percorso dedicato al rapporto tra profumi e sapori. A guidarlo sarà il profumiere Christian Amore, con vini, cocktail firmati Flora 1925 e preparazioni gastronomiche di Trigo e Brignone.
È inoltre annunciata per l’8 novembre alle 20 una cena a quattro mani presso AL, con la partecipazione di Razzo.
Il calendario definitivo è ancora in fase di definizione e potrà comprendere ulteriori iniziative.
Con OFFissima 2026, l’ex Salone OFF Food Topic consolida così la propria presenza nella settimana torinese dell’arte contemporanea. La scelta di Andy Warhol offre ai partecipanti una quantità di riferimenti che vanno oltre la semplice riproduzione dei colori: dalle lattine Campbell’s ai ritratti di personaggi famosi, fino al consumo di massa e alla ripetizione delle immagini. Il risultato sarà visibile soprattutto nei piatti ideati per l’occasione, disponibili per un periodo limitato nei locali aderenti. Un modo per scoprire proposte che escono dai menu abituali, mentre Torino ospita alcuni dei suoi principali appuntamenti dedicati all’arte contemporanea.

















