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Guidoristorante: un viaggio nel cuore delle Langhe e del gusto

Immersa tra le verdi colline delle Langhe sorge la splendida tenuta di Fontanafredda, una destinazione enogastronomica da sogno. Oltre ad essere celebre per i suoi vini, la tenuta è anche la casa di uno di un ristorante con una stella Michelin, “Guidoristorante” di Ugo e Piero Alciati.

La storia di Fontanafredda risale al 1858, quando il re Vittorio Emanuele II di Savoia donò questa tenuta all’amata “Bella Rosina”, la sua amante. L’amore di Vittorio Emanuele II per Rosina Vercellana, conosciuta affettuosamente come “La Bella Rosina“, ha dato vita a questa romantica tenuta, trasformandola in un simbolo di passione e bellezza. La tenuta fu originariamente pensata come residenza di caccia per il re, ma in seguito divenne il luogo dove lui e Rosina potevano vivere il loro amore in segreto.

Oggi, Fontanafredda è molto più di un’antica tenuta reale: è un luogo che incanta i visitatori con la sua magia senza tempo. La Villa Reale, un’imponente dimora del XIX secolo, si erge al centro della tenuta con la sua maestosa architettura, trasmettendo l’atmosfera romantica di un tempo lontano, circondata da giardini e vigneti.

Attraversando i vigneti, si arriva al cuore dell’esperienza enogastronomica di Fontanafredda: “Guidoristorante“. Qui, Ugo Alciati, porta avanti l’eredità culinaria della sua famiglia. I piatti sono una perfetta espressione del territorio circostante, un connubio di tradizione e innovazione. Il segreto sta nell’attenzione ai dettagli e nella scelta di ingredienti locali. La cucina è una celebrazione della memoria delle ricette di famiglia, un omaggio alla storia del Piemonte e delle sue eccellenze gastronomiche. Non si può non menzionare il celebre “plin“, quel pizzicotto con cui la signora Lidia chiudeva con maestria i suoi agnolotti, ancora oggi preparati con la stessa magia. Un vellutato fondo d’arrosto che avvolge la pasta, custode di un ripieno di carni e verdure.

Per un’occasione particolare, abbiamo deciso di cenare presso Guidoristorante, per immergerci nella sua storia culinaria e nell’atmosfera che lo caratterizza. Accompagnati da Piero Alciati e dal suo staff in sala, siamo stati condotti all’interno di una delle storiche sale dove ci siamo accomodati. Dopo poco ci è stato offerto un calice di Alta Langa come benvenuto, servendoci poi dei panificati, un ottimo burro per accompagnarli e un piattino di zucchina gialla di Costigliole al carpione.

Abbiamo optato entrambi per il menu degustazione ‘Esperienza Guido’, una selezione curata di piatti che ci ha permesso di assaporare le specialità più celebri dello chef. In abbinamento abbiamo scelto dalla carta dei vini un Barolo Castello di Verduno 2015.

Il nostro viaggio culinario è iniziato con un’affascinante interpretazione dell’uovo in camicia, realizzato con l’uovo bianco di Alessandro Varesio, accompagnato da zucchine trombetta, fonduta di Parmigiano Reggiano 24 mesi e tartufo nero.
Poi, l’attesissimo momento degli agnolotti, il piatto simbolo del ristorante e un tributo alla memoria di Lidia Alciati, la mamma di Piero e Ugo. Gli agnolotti, preparati con cura e passione, erano avvolti dal loro leggendario sugo d’arrosto che ci ha lasciati senza parole. Abbiamo anche assaggiato i plin al tovagliolo, una variante di agnolotti più piccoli, dalla ricetta della nonna.
La farona al forno è stata una piacevole sorpresa, con il suo abbinamento di sapori e consistenze. Il pan brioche, il patè di fegatini, la salsa al Marsala e la gelatina di aceto di Barolo hanno dato vita a un piatto complesso e raffinato. Non poteva successivamente mancare il formaggio, e la robiola di Cherasco di Renato Maunero ha fatto onore alla sua fama, conquistandoci con la sua delicatezza. Morbida e gustosa anche la noce di vitello, accompagnata da verdure dell’orto.
Infine, il dolce. Il gelato al fiordilatte mantecato al momento, preparato con latte della vacca bianca piemontese dell’alta Valle Stura e arricchito da una grattata di Tartufo Regale. Abbiamo abbinato i dolci con un calice di Sauternes che amiamo particolarmente. Per concludere, una piccola pasticceria con baci di dama, sfera al cioccolato bianco e meringa.
Successivamente, abbiamo fatto visita ad alcune delle stanze “storiche” con il loro originale mobilio, tra cui la stanza da letto di Vittorio Emanuele II e di Rosina.

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