HomeNotizieSant’Antonio Abate, la primavera 2026 passa dai tegliucci della Forneria Caccioppoli

Sant’Antonio Abate, la primavera 2026 passa dai tegliucci della Forneria Caccioppoli

A Sant’Antonio Abate, la nuova stagione entra in Forneria attraverso l’orto: asparagi, piselli, agretti, fave, fiori di zucca, zucchine, carciofi e cardi diventano materia viva per i tegliucci primaverili della Forneria Agricola Caccioppoli.

Da marzo a maggio la campagna cambia passo e porta in cucina verdure ricche di colore, freschezza e profumi vegetali. È il periodo in cui l’orto offre una varietà ampia di ingredienti, accomunati dalla presenza di vitamine e sali minerali e da una grande duttilità nelle preparazioni. In questo scenario si inseriscono le nuove proposte stagionali della Forneria di Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, che lavora sulla materia prima partendo dai propri campi.

Il tegliuccio, specialità della casa, è una via personale tra pizza e focaccia: nasce da farine e ingredienti di produzione aziendale, ha una croccantezza sottile che cede al morso e una consistenza morbida grazie a una cottura interna che raggiunge i 99°C. Una base pensata per accogliere condimenti vegetali, prodotti artigianali e piccoli innesti gastronomici legati al territorio.

Per le versioni primaverili, gli ortaggi arrivano in larga parte dai terreni di Pompei dell’Azienda Agricola Caccioppoli. Le altre materie prime utilizzate per le guarnizioni provengono invece da piccoli produttori locali, in continuità con un’idea di filiera corta che guida il progetto dei fratelli Gianluigi Caccioppoli e Salvatore Caccioppoli.

La prima novità del mese è il tegliuccio Dedicato ad Antonella, preparato con crema di piselli cornetti di Gragnano, piselli saltati in padella, cipollotto nocerino confit, pancetta artigianale di Sant’Antonio Abate e gocce di zabaione salato.

Il nome rimanda ad Antonella, moglie di Gianluigi Caccioppoli, e alla sua pasta e piselli alla napoletana. La ricetta viene riletta in forma di tegliuccio, mantenendo il riferimento a uno dei piatti più riconoscibili della cucina domestica partenopea. Una preparazione semplice, nata nella seconda metà dell’Ottocento e diventata nel tempo un piatto familiare, costruito su pochi ingredienti e su un equilibrio capace di restituire gusto, sostanza e memoria.

La seconda proposta è “Colori di Primavera”, dedicata alle zucchine. La base viene guarnita con crema di zucchine, zucchine saltate in padella e profumate al basilico, alici di Sciacca, fiori di zucca freschi e scaglie di Stravecchio di Paolo Amato. Il risultato gioca sull’incontro tra la dolcezza vegetale delle zucchine, la sapidità delle alici e la nota più decisa del formaggio stagionato.

Dietro queste nuove ricette c’è il percorso agricolo avviato da Gianluigi e Salvatore Caccioppoli, panificatori e promotori di un progetto che punta su produzione diretta, sostenibilità e controllo della filiera. Dopo l’acquisizione di terreni in Campania e in Puglia, i due fratelli hanno dato forma a un’azienda agricola che fornisce buona parte delle materie prime utilizzate in laboratorio: dal pane ai lievitati per la colazione, fino ai tegliucci proposti nel punto vendita di Sant’Antonio Abate.

Nei campi di Candela crescono grano duro e grano tenero, da cui vengono ricavate farine e semole. A Ogliastro Cilento si coltivano le olive destinate alla produzione di olio extravergine da monocultivar Rotondella. Nei terreni di Pompei si raccolgono gli ortaggi, mentre a Sant’Antonio Abate arance, limoni, mandarini e colture seminative forniscono frutti e ingredienti per marmellate da colazione, topping per le pizze e canditi destinati ai lievitati.

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