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San Carlo Osteria Piemonte, dieci anni a New York tra plin e bagna cauda. A giugno il bistrot arriva in Liguria

Nel 2016 un gruppo di amici torinesi ha deciso di portare la cucina piemontese a New York. Dieci anni dopo San Carlo Osteria Piemonte festeggia un traguardo importante e si prepara a una nuova apertura in Italia, con il San Carlo Bistrot sulla costa ligure previsto per giugno.

All’ingresso del ristorante, nel quartiere di SoHo, un toro di bronzo incastonato nel pavimento accoglie i clienti. All’interno l’ambiente è raccolto ed elegante, mentre in cucina prende forma una proposta costruita su ricette piemontesi, ingredienti essenziali e sapori decisi.

Quando il progetto è nato, nel 2016, l’obiettivo era ambizioso: far conoscere negli Stati Uniti una tradizione gastronomica poco diffusa rispetto ad altre espressioni della cucina italiana. A guidare l’iniziativa è stato Carlo Rolle, fondatore e CEO del ristorante, insieme a un gruppo di imprenditori piemontesi poco più che trentenni.

Dieci anni dopo il locale conta una squadra di 25 persone, 55 coperti che diventano 75 nella stagione estiva grazie al dehors, ed è aperto sette giorni su sette con menù stagionali. L’identità piemontese emerge in ogni dettaglio: dalla gestione a gran parte dello staff, dalle ricette alle materie prime, fino agli arredi e alle attrezzature utilizzate per preparare alcune specialità, come i tajarin fatti in casa. Anche il servizio segue una filosofia improntata alla discrezione e all’attenzione verso il cliente.

Prima del nostro arrivo a New York la cucina italiana è sempre stata rappresentata dalle specialità provenienti dalle regioni meridionali o da grandi classici italiani come ad esempio la pizza. Una cultura gastronomica frutto anche delle ondate di migrazioni avvenute a inizio ‘900 – Spiega Carlo Rolle, fondatore e CEO di San Carlo Osteria Piemonte – Noi abbiamo portato qualcosa di nuovo. Abbiamo letteralmente “messo sul piatto” un’alternativa che prima non esisteva. Abbiamo fatto scoprire sapori diversi rispetto a quelli a cui erano abituati i newyorkesi e abbiamo anche fatto cultura, mostrando loro che l’Italia ha una grandissima varietà di eccellenze e di ricette tradizionali tanto al nord quanto al sud. Siamo portavoce di una cucina schietta e sincera, fatta di ingredienti all’apparenza poveri che danno vita a piatti dalla grande intensità. E di conseguenza, siamo diventati ambasciatori non solo enogastronomici ma anche turistici del nostro amato Piemonte”.

Nel corso degli anni San Carlo Osteria Piemonte è entrata nella Guida Michelin, ha ottenuto recensioni su testate internazionali come il New York Times ed è stata premiata dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida durante le celebrazioni per la candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale dell’Unesco.

Il percorso non è stato privo di difficoltà. La pandemia da Covid ha rappresentato uno dei momenti più complessi per il ristorante, ma anche un passaggio che ha contribuito a rafforzare la squadra e a consolidare il progetto.

A New York c’è un turnover continuo nel nostro settore. Tantissimi ristoranti aprono e dopo pochi mesi già chiudono perché non hanno saputo imporsi con la propria idea di cucina. Se noi siamo sulla cresta dell’onda da 10 anni vuole dire che qualcosa di buono lo abbiamo fatto e che abbiamo saputo ritagliarci un posto importante nel cuore della nostra clientela” prosegue Rolle.

La scelta di proporre una cucina regionale precisa, senza adattarla eccessivamente ai gusti locali, ha attirato un pubblico molto vario. Tra i clienti ci sono membri della comunità italiana a New York, professionisti e residenti di SoHo, manager delle case di moda presenti nel quartiere – tra cui Prada e Tommy Hilfiger – ma anche numerosi personaggi noti.

Nel ristorante sono passati attori come Naomi Watts, Cuba Gooding Jr, Ed Harris e David Boreanaz, insieme a figure italiane del mondo della moda, dello spettacolo e dello sport, tra cui Giorgio Armani, Jovanotti, Zucchero e Andrea Pirlo.

Il decimo anniversario coincide anche con nuovi progetti. Il primo sarà in Italia.

A giugno apriremo il San Carlo Bistrot in Liguria, un luogo di gusto in cui la cucina piemontese si incontrerà con quella ligure. E, presto puntiamo, ad aprire anche a Montecarlo, un mercato difficile ma ricco di opportunità e in futuro, chissà, anche negli Emirati Arabi. Quello di buono che abbiamo fatto a New York può essere replicabile e San Carlo Osteria Piemonte ha l’ambizione di diventare un ambasciatore del Piemonte autentico, saporito e genuino in ogni angolo del mondo”, conclude Rolle.

Dalla storia personale di Carlo Rolle al progetto americano

L’idea del ristorante nasce anche da un percorso personale. Carlo Rolle è nato in Thailandia ed è stato adottato a sei mesi da una famiglia torinese. Crescendo in Piemonte ha scoperto la cucina regionale, che nel tempo è diventata una passione sempre più forte.

La ristorazione non è però il suo lavoro principale: oggi è direttore commerciale di una multinazionale svizzera nel settore delle macchine utensili. Prima dell’avventura americana ha fatto esperienza a Torino in un locale after dinner che proponeva anche piatti della cucina piemontese.

Un amico che lavorava nella ristorazione a New York e che sapeva del mio desiderio di investire in questo campo mi ha suggerito di lanciarmi, perché nella Grande Mela c’erano interessanti opportunità per fare business – racconta RolleSono andato più volte a New York, ho studiato e mappato il mercato, ho fatto squadra con un gruppo di amici imprenditori che avevano il mio stesso sogno e nel 2016 ho deciso di fare questo salto in avanti, con un po’ di follia ma tanta voglia di emergere e di ricambiare il dono fattomi dalla mia famiglia e, in generale, dal Piemonte che mi ha adottato”.

Il ristorante ha aperto a SoHo, quartiere che negli anni è diventato uno dei poli più dinamici della città e sede di numerose case di moda.

La cucina: Piemonte senza compromessi

La proposta gastronomica segue una linea chiara: cucina piemontese senza adattamenti sostanziali, con qualche incursione nelle tradizioni vicine, come quella ligure o valdostana, in occasione di eventi specifici.

Molti ingredienti freschi – frutta, verdura e pesce – arrivano dai mercati di New York, mentre diversi prodotti sono importati dal Piemonte: tra questi il tartufo, il cardo gobbo di Nizza Monferrato, i porri di Cervere e il gorgonzola.

Tutta la pasta è fatta in casa, dai tajarin ai 50 tuorli agli agnolotti del plin. La carne di fassona proviene invece da un allevatore americano che ha introdotto negli Stati Uniti la genetica della razza piemontese.

In cucina lavora lo chef Davide Iacoboni, cresciuto professionalmente proprio nel ristorante. I menù cambiano con le stagioni e includono molti piatti della tradizione: vitello tonnato, tonno di coniglio, acciughe al verde, tajarin al ragù di coniglio e agnolotti del plin, presenti in carta durante tutto l’anno. Tra le specialità più apprezzate dai clienti c’è anche la bagna cauda, spesso proposta come accompagnamento a piatti di pesce o carne.

Vini e cocktail

La proposta beverage è curata dal beverage director Mirko Mennuni. La carta dei vini conta oltre 250 etichette, con grande attenzione alle denominazioni piemontesi, in particolare Barolo e Barbaresco, accanto a produttori italiani e internazionali.

Accanto ai vini c’è un programma cocktail che richiama la tradizione dell’aperitivo italiano, con spritz, creazioni originali e una selezione di digestivi che include amari, grappe e vermouth torinese. Tra le etichette disponibili figura anche il San Simone, rarità a New York.

A richiamare il Piemonte non è soltanto la cucina. Il nome del ristorante rimanda a Piazza San Carlo di Torino e all’ingresso campeggia il toro di bronzo simbolo della città. Anche negli arredi e nei dettagli della sala si ritrovano richiami alla storia sabauda e alla cultura piemontese, elementi che contribuiscono a definire l’identità del locale nel panorama gastronomico di New York.

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